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BONSAI-ART
di
GENNARO MANZONE
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GESHI NO BANNIN LA GUARDIA DEL SOLSTIZIO D'ESTATE
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In questi ultimi anni l’Erica sta diventando sempre più oggetto per le creazioni degli artisti bonsai Anche perché in natura se ne trovano di bellissime e si adatta benissimo alla coltivazione bonsai.
Erica è un genere della famiglia Ericaceae, comprendente circa 700 specie sempreverdi a portamento arbustivo. La specie trattata in queste pagine è L'Erica arborea tipico elemento della macchia mediterranea. Essa è un arbusto sempreverde, dalla corteccia rossastra, a portamento eretto . Ha numerosi rami, anch'essi a portamento quasi sempre eretto. Le foglie sono aghiformi, persistenti e coriacee, verde scuro. Ama i terreni acidi e ben drenati. Preferisce una esposizione di leggera ombra. E’ consigliabile per quanto riguarda la temperatura di non scendere sotto i 6-7° e di non superare i 20°. Se le temperature sono più alte possiamo aiutare la pianta aumentando il tasso di umidità . Mantenere il terreno umido senza eccessi e ristagni d'acqua.
L’erica in una usanza celtica è posta a guardia del solstizio d'estate, periodo nel quale raggiunge la fioritura più completa . Essa è collegata sia all'Aldilà sia all'amore . Si narra che le streghe sfruttavano i poteri dell’erica per entrare in contatto con le fate e gli spiriti della natura.
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Si creano jin da i rami tagliati e quelli che già ci sono si puliscono rendendoli proporzionati all’insieme. Insomma l’artista non deve tralasciare nulla perché ogni anche piccolo particolare è importantissimo per il disegno finale. Ovviamente tutta la parte secca alla fine verrà trattata con liquido jin . Dopo la parte secca si passa alla pulizia della corteccia . Si eliminano le scaglie più superficiali e si levigano le vene vive con carta vetro sottile , cosi da esaltare il colore rossastro evidenziando le torsioni del vivo che tutte le piante vetuste hanno .La lavorazione dell’ erica un pò si avvicina a quella del ginepro , solo nell’applicazione del filo e quindi nella successiva modellatura bisogna stare molto attenti perché i rami dell’erica a differenza di quelli di un ginepro sono molto meno malleabili , per cui un minimo di disattenzione e il ramo si spezza. L’impegno e la concentrazione nell’applicazione del filo devono essere totali .
La pianta in questione è stata raccolta nel 2007 all’inizio della primavera. Appena raccolta evidenziava buone potenzialità . È una pianta alta circa 40 Cm . La sua lavorazione non è di quelle spettacolari ma non per questo meno impegnativa . Anzi ritengo che l’artista in queste situazioni deve cercare e creare nelle varie operazioni quei particolari che rendono la pianta già interessante , un esemplare unico. Per questo prima si effettua una sfoltitura della chioma cioè la potatura o l’eliminazione di vegetazione che non rientra nel progetto in stile Han Kengai . Dopo di che si effettua la pulizia e la lavorazione del legno secco la quale deve essere sempre certosina . Quindi con spazzole , sgorbie e coltello vengono eliminate parti marce cosi da rendere più evidenti i segni degli eventi e del tempo . A volte uso per pulire , anche schegge di vetro le quali molto taglienti non lasciano segni dell’operato . Nelle mie creazioni cerco sempre di lavorare e creare le parti secche a mano evitando strumenti elettrici ottenendo a mio avviso un risultato più naturale.
Ora tutta la pianta è pulita in tutte le sue parti e modellata cosi da rendere visibile quello che in quest’arte rappresenta il Sabi , il cui significato allude alla condizione di oggetti che hanno segni di vita vissuta e tempi attraversati . Oggetti non logori e che non denunciano il peso di tempi passati e messi insieme ma che si presentano consumati puliti e intrisi di vita.
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