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           PARTENOPE            BONSAI-ART
di    GENNARO MANZONE

 

 

 
 
 

IL RELITTO DELL'ANTICA  FLORA TERZIARIA

 

                                                   

I

 "Il relitto dell’antica flora terziaria " così viene definito il tasso ( Taxus baccata ) . Può vivere fino a duemila anni . Chiamato anche albero della morte in quanto risulta tossico in ogni sua parte .

Nei pascoli in Sicilia è bandito perché diversi animali muoiono dopo averlo ingerito in piccola quantità . In natura si confonde facilmente con un abete , a motivo della sua forma piramidale anche se sull’appennino meridionale cresce cespuglioso e si possono trovare esemplari antichissimi ( Fig. 1 – 2).

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 1 Esemplare vetusto di tasso.

 

 

 

Fig.2 Particolare del tasso.

 

 

 

 

 

Fig. 5

Prima lavorazione . marzo 2003

Fig 6 . Lavorazione della legna secca dopo un anno

Le parti morte sono state create su tutto l’albero : sul tronco dal basso verso l’alto, con parti di legno sottili come lame proprio a sottolineare la vetustà dell’albero, fessure e jin , anche sui rami , i quali evocano l’effetto degli eventi atmosferici ( fig9 ).

Con questo articolo vorrei sottolineare che secondo me creare un bonsai non è solo semplicemente inventare qualcosa , ma è un po’ " disegnare , scolpire " sull’albero , come graffiti la propria capacità creativa , la propria personalità e quello che siamo riusciti ad apprendere dalla natura . (fig. 10 ) .

 

Ho iniziato come è di consueto a pulire tutta la pianta così da tirar fuori quanti più particolari , anche quelli che a prima vista potevano sembrarmi insignificanti , ma che mi servivano a decidere il tipo di albero e l’habitat che potevo immaginare per la lavorazione della legna secca (fig4-5. Con un pennarello ho segnato sul legno le parti più grosse da eliminare . Con una fresa elettrica ho provveduto a scavare il legno e creare le basi per un tronco cavo ( Sabamiki ) . Infatti il resto e quindi le rifiniture e la cosa più importante i particolari , li ho creati a mano con l’ausilio di sgorbie e scalpelli i quali permettono di imprimere con precisione gli effetti di naturalezza che si immaginano (fig.6-7-8 ).

 
Fig . 4

La pianta dopo la pulizia

Questo tasso  ( Taxus baccata ) è stato  trovato in un vivaio, in pieno   abbandono ,  un vero è proprio relitto vegetale . Era un pezzo di legno insignificante ( Fig. 3 ). Ma qualcuno ha detto : "L’artista è colui che crea un tramonto lì dove non c’è " , forse per questo lo acquistai .

 

 

       Fig.3 La pianta prima della pulizia.

 

 

                              

 

Tutto  doveva essere costruito lavorando la legna secca che aveva . Ma sapevo già che solo la tecnica non sarebbe bastata a creare , se prima non c’era quella forza e desiderio grande di voler fissare saldamente i miei sentimenti in quel materiale . Infatti , come ho sempre sostenuto , per creare un bonsai bisogna carpire , captare con la mente e il cuore la natura e le sue creazioni di straordinaria bellezza . Gli alberi con parti di legna morta crescono in montagna e sulle coste dove gli eventi e i continui capricci della natura si verificano più di frequente : l’effetto del calore raggiante , del vento , della neve e di altri eventi creano sugli alberi quello che i bonsaisti chiamano : Shari , Jin , Sabamiki , conferendogli così nello stesso tempo drammaticità e austerità .

 

 

 

 

                                                                                                                                            

 

 

Fig..8 Jin e Shari anche sui rami.
 

Fig 7 Particolare legna secca

Fig.. 9  Legna secca .

 

 

Fig .10 Aspetto finale  della legna secca , che evoca naturalezza e tanta vetustà . Si lascerà crescere la chioma per poi effettuare una nuova impostazione .

 

 

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