Rinascita , non solo per l’effetto della lavorazione e quindi della trasformazione , ma soprattutto perché il vecchio proprietario aveva deturpato la sua bellezza con degli interventi senza nessuna logica . ( fig. 1-2-2a )

Infatti sulla pianta vi era stato praticato da un lato quello che oso definire la brutta copia di un sabamiki . Lato che aveva acquisito una “bruttezza innaturale “ se cosi si può dire , senza calcolare lo stato di abbandono in cui si trovava la pianta. Per cui passando alla lavorazione la prima cosa che ho dovuto fare è stato cercare un nuovo fronte che , non vi nascondo ,

Per l’occasione ho sperimentato un nuovo tipo di filo di rame italiano con caratteristiche diverse da quello giapponese ma senza nulla invidiare a quest’ultimo. ( Innanzitutto è rame al 99% , è ricotto , malleabilità eccezionale , colore come la corteccia di un tasso o quella di un ginepro, e un’altra cosa importante non sporca le mani perché non si forma quella polverina che in realtà molto spesso è ossido di elementi metallici che può far male respirandola.) Dopo la modellatura il futuro bonsai si presentava così .(fig.12a) A questo punto non restava altro che lavorare la legna secca con sgorbie e fresa creando anche dei jin con rami che non sono serviti ed un then- jin e alla fine trattarla con liquido jin .(fig.13 -14-14a-15)




Da questo momento iniziai a lavorare la pianta come se fosse l’inizio della lavorazione . Quindi pulizia della corteccia e della vegetazione esistente . La parte di legna secca decisi di lavorarla alla fine perché volevo una ulteriore e migliore soluzione che armonizzasse con l’insieme e che desse naturalezza all’esemplare . Quindi misi il filo di rame a tutta la pianta .(fig.10-11-11a-12)






non è stato semplice trovare . Comunque dopo non poche prove sono riuscito a vedere il nuovo fronte . Inoltre come uso fare di solito ho fatto un disegno, proprio per fissare l’idea .( fig.3) Trovato il fronte vi era l’esigenza di creare sempre in base alla nuova inclinazione , movimento e conicità perché la struttura era rigida come un palo. Per cui con l’uso di una sega e della fessuratrice ho separato la vena con parte di legno secco .(Fig.4-5-6 )



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BONSAI-ART
di
GENNARO MANZONE
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SHINSEI-Rinascita di un taxus
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