PARTENOPE            BONSAI-ART
di    GENNARO MANZONE

                                                 

FRONTE

 

PremioUBI 2004- massimo riconoscimento conferito dal maestro Kunio Kobayashi.

MEDAGLIA D'ORO al Mr. TAKAGI GRAN PRIX . Massimo riconoscimento conferito dal Maestro Hiromi Hamano.

 

 

             

   Il ginepro in questione ( Juniperus phoenicea ) è un'essenza italiana che vive bene sulle scogliere a picco sul mare ed è stato prelevato in   natura   all'inizio della primavera  del 1998 . La raccolta di questa essenza è possibile solo se fatta a febbraio o ad agosto. Una volta attecchita si adatta benissimo a vivere in vaso; è molto generosa e non è soggetta a malattie essendo molto robusta. In natura esistono solo esemplari molto vecchi e non si deve eccedere nella loro raccolta onde non rischiare di estinguere la specie. Appena  raccolto, il ginepro è stato rinvasato in un contenitore con sola perlite  , materiale solitamente usato in floricoltura per facilitare la formazione di   radici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo circa un anno e mezzo dall''attecchimento , è stato tolto dalla perlite e messo a dimora in un semplice vaso di terracotta, usando pomice pura di diverse granulometrie estratta dal mio giardino . Ho atteso circa due anni circa  dall'attecchimento prima di intervenire ed effettuare la prima impostazione. Quest'ultima è consistita nella pulizia del legno secco e nella messa in risalto delle vene linfatiche . Durante questi due anni  la vegetazione dei rami è stata pizzicata continuamente , si è trattato di  una sorta di Mochicomi anticipato ed ho concimato tanto in prevalenza azoto e microelementi.  

 

 

Cosi' alla prima lavorazioone

 

 

 

                                                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seconda lavorazione - 2003 -

 

 

 

 

 

 

 

Prima di effettuare la seconda lavorazione , ho trasferito  la pianta  nel vaso definitivo ( Tokoname di gres ) . Poi ho proceduto a pulire tutta la parte secca perfezionando quello che si era  già fatto nella prima lavorazione e non solo.  Siccome la pianta era cresciuta tanto ,i rami che non rientravano nel nuovo disegno finale sono stati tagliati e trasformati in jin . Il fronte lo cambiai  girando  il vaso con l'angolo verso chi osserva . Questo perchè in questa posizione si vedevano  elementi che nella posizione precedente erano nascosti , come per esempio la vena linfatica principale che usciva dal retro e che rendeva la pianta più interessante . 

 

        

Lavorazione2003 . Cosi al SO-SAKU BONSAI AWARD 2003 - Primo premio                                                                   

 

 

 

        

Prima della presentazione al congresso UBI 2004 ho eliminato un ramo che era posizionato  troppo  in  basso .

                                              

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                               

 

La parte secca è stata solo spazzolata energicamente  prima  fdell'applicazione del liquido  JlN. La fase di prelievo in natura aveva visto l'eliminazione di un ramo di circa tre metri,che cresceva sotto la parte secca , in pratica sotto la chioma .

Dopo la sua eliminazione , il moncone ha avuto bisogno di circa una settimana di lavorazione, con una fresa elettrica e con sgorbie a mano prima che armonizzasse con la parte secca sovrastante, assolutamente naturale.

Questa volta non  ho applicato subito il liquido jin  , ma ho preferito esporla alle intemperie  affinchè  la parte più molle marcisse.

Infatti successivamente , ho eliminato con l'uso di spazzole questa parte marcia affinchè l'aspetto di questa parte di legna  secca sia  del tutto simile alla parte creata dalla natura.

Questo tipo di ginepro più viene pizzicato più cresce e le squame diventano più verdi e carnose di conseguenza i palchi si infoltiscono in breve tempo.Anche questa specie ha la dominanaza apicale, ma con una buona tecnica di mochicomi e con l'ausilio di concime fogliario si riesce facilmente a fare in modo che tutta la vegetazione della pianta abbia lo stesso vigore. I maestri giapponesi amano molto questa nostra essenza , del tutto simile ai loro ginepri.

Esemplari come questi , già forgiati dalla natura , sono in grado di offrire un risultato quasi finito sin dalla prima lavorazione con la sola eliminazione di qualche ramo che non rientra nel disegno finale della pianta. Il filo su questo tipo di essenza ,deve restare un po più a lungo del normale prima che i rami tengano la posizione desiderata. Ogni anno si fa la selezione dei rametti, eliminando le squame della stagione precedente cioè quelle che si trovano all'interno di un palco e che hanno un colore verde morto. Infatti sono quelli che la pianta non porterà avanti .Questa operazione la si fa  per stimolare e far arretrare la vegetazione.

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